Sposarsi nella terra dei nuraghi

I siti archeologici testimoni di un eterno patto d'amore

La Sardegna, nell’immaginario collettivo, è terra antica avvolta da atavici misteri, fieramente ancorata all’unicità del suo passato ed alle peculiarità delle tradizioni agro-pastorali.

Accanto all’immagine di un territorio dalle splendide coste, amate e frequentate da visitatori provenienti da tutto il mondo, si afferma sempre più l’idea di un’isola ricca, in grado di proporre delle alternative storiche e naturalistiche d’eccellenza, grazie anche all’idea di far rivivere i monumenti ed i siti storici rendendoli protagonisti del presente.

Numerosi sono infatti i Comuni sardi in cui è possibile organizzare manifestazioni culturali, esposizioni, rassegne musicali ma anche eventi privati, come i matrimoni civili, nelle cornici suggestive offerte da alcuni dei più importanti monumenti del passato, tra i quali si distinguono per il loro fascino e la loro unicità i nuraghi.

Matrimonio Sardegna
Nuraghe Palmavera, Ph. Giuseppe Esposito

Celebrare il proprio matrimonio in un sito archeologico, simbolo eterno di un passato lontano e della storia affascinante e misteriosa di un popolo unico nelle sue caratteristiche, rappresenta indubbiamente un valore aggiunto di grande impatto emotivo: le torri nuragiche, elemento distintivo e maggiormente rappresentativo della civiltà sarda, contraddistinguono il paesaggio, delineandone il profilo e creando una sorta di ritratto inconfondibile.

Legati alla civiltà che da loro prende il nome, i nuraghi sono il risultato dell’abilità costruttiva di un popolo che ha abitato la Sardegna in un passato lontano e la cui funzione sembrerebbe essere variata nel tempo parallelamente alle trasformazioni che hanno caratterizzato i guerrieri armati di bronzo, iconograficamente noti sia attraverso i monumentali giganti in pietra che i piccoli bronzetti.

Realizzate in una prima fase da piccoli gruppi di consanguinei, le torri nuragiche con il tempo si sono trasformate in realtà più articolate, associate a veri e propri villaggi, di cui sono testimoni ancora oggi i ruderi disseminati sia nelle campagne isolane che in prossimità dei piccoli borghi, soprattutto dell’entroterra.

I resti delle grandi capanne delle riunioni, le tracce dei santuari in cui si incontravano le genti provenienti da tutta l’isola, i templi ed i pozzi sacri o le cd. tombe dei giganti ricreano nella mente dell’osservatore emozioni e suggestioni speciali e vivono ancora attraverso racconti e miti che proprio da questo mondo traggono la loro ispirazione.

Queste testimonianze materiali della civiltà nuragica ritornano dunque ad essere protagoniste silenziose di momenti di vita, riti e cerimonie del mondo contemporaneo a distanza di quasi 4.000 anni dalla loro origine anche attraverso le celebrazioni matrimoniali al di fuori della Casa Comunale, spesso in stretta collaborazione con enti ed associazioni culturali locali.

Attualmente, grazie alle delibere delle giunte comunali e secondo quanto previsto dal D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, i siti archeologici nuragici nei quali è possibile unirsi in matrimonio sono:

il Parco archeologico del nuraghe Losa ad Abbasanta; il nuraghe Palmavera ad Alghero; l’area archeologica di La Prisgiona e la tomba dei giganti di Coddu ‘Echju ad Arzachena; il villaggio ed il santuario nuragico di Su Romanzesu a Bitti; il nuraghe Loelle di Buddusò; il nuraghe Mannu di Cala Gonone; il santuario nuragico di Janna ‘e Pruna; l’area archeologica di Cuccurada a Mogoro; il nuraghe Tanca Manna di Nuoro; il nuraghe Aeddos di Orotelli; il nuraghe Arrubiu di Orroli; il nuraghe Serbissi ad Osini; il santuario di Santa Cristina a Paulilatino; il santuario di Santa Vittoria di Serri; il nuraghe Su Nuraxi di Siurgus Donigala; il nuraghe Genna Maria di Villanovaforru.

Grazia Mele foto Romanzesu
Su Romanzesu, Ph. Grazia Mele

Le bellezze del patrimonio archeologico sardo negli ultimi anni sono state elette a scenario per la celebrazione del rito matrimoniale da coppie sia locali che straniere, alimentando un trend significativo anche in relazione alla diffusione della conoscenza della civiltà nuragica nel mondo.

La scelta di un sito storico costituisce dunque un fenomeno culturale rilevante in cui il passato può essere reso ancora più vivo dalla copresenza di elementi moderni con canti, balli ed abiti tradizionali, veri gioielli del ricco patrimonio etno-antropologico isolano.

Il mastio di un imponente nuraghe, l’esedra di una tomba dei giganti oppure il vestibolo di un pozzo sacro si configurano quindi come location preziose per suggellare le unioni tra gli sposi, simbolicamente rafforzate dalla solidità degli imponenti monumenti in pietra che diventano testimoni eterni di un rito d’amore.

 

 

Cover Photo: Grazia Mele