Love is Love. I matrimoni arcobaleno

A distanza di due anni dall’entrata in vigore della legge sulle unioni civili, in Italia sono circa 6100 le coppie omosessuali che hanno formalizzato la loro unione, con un incremento del 150% nel corso del 2017 rispetto ai numeri rilevati nei sei mesi dell’anno precedente.

I risultati dei cambiamenti apportati dalle legge n. 76 del 20 maggio 2016 segnano un trend positivo in tutta Italia, con una crescita costante da Nord a Sud e con le quote più significative riservate a Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna.

Il provvedimento che disciplina le unioni tra le persone dello stesso sesso è il risultato di un percorso legislativo iniziato nel 2012 e che, dopo ben quattro anni, ha portato al fondamentale riconoscimento dell’unione omosessuale quale specifica formazione sociale del nostro ordinamento, conferendogli quindi dignità costituzionale.

Come accade per il matrimonio, questa unione si costituisce di fronte all’ufficiale incaricato in presenza di due testimoni e l’atto viene registrato nell’archivio dello stato civile del Comune interessato dalla celebrazione.

Per quanto riguarda i diritti ed i doveri, la legge estende alle unioni tra persone dello stesso sesso alcune peculiarità poste già a carico dei coniugi dal codice civile, quali la dichiarazione di consenso, l’assenza di cause impeditive e l’obbligo all’assistenza ed alla coabitazione, mentre resta ancora parzialmente preclusa la sfera delle adozioni, riservata alla pronuncia del giudice nei singoli casi, o la trascrizione dell’atto di un matrimonio tra un cittadino italiano e uno straniero celebrato all’estero.

L’Italia dunque con questa legge si inserisce nella scia di un fenomeno sociale e culturale che interessa gran parte dell’Europa da quasi un ventennio, coerentemente con quelle che sono le esigenze e le aspettative di una parte sempre maggiore della cittadinanza.

Anche in Sardegna è stata positiva la risposta avuta in questi primi due anni dall’entrata in vigore della legge sulle unioni civili.

La prima unione tra coppie dello stesso sesso è infatti stata celebrata dopo soli due mesi dall’approvazione della legge nazionale nel Palazzo Ducale di Sassari nell’agosto del 2016, a cui si sono aggiunte in tempi molto brevi quelle di Nuoro e Cagliari.

Ad Alghero invece si è svolta la prima cerimonia multietnica della Sardegna tra due donne di nazionalità mozambichiana e sardo-finlandese, che ha segnato un passo importante nel superamento dell’annoso problema burocratico dei certificati d’origine legato alle coppie con cittadinanza straniera.

Ma l’aspetto più significativo della cerimonia algherese è stato sicuramente quello legato al superamento delle barriere culturali: una vera e propria festa con amici e parenti provenienti da diversi paesi, in cui si sono unite le tradizioni religiose cattolica, protestante, musulmana e buddista e durante la quale ogni intervento è stato tradotto in italiano, inglese, portoghese e finlandese.

L’antico borgo catalano della costa nord-occidentale della Sardegna è stato scelto anche per le sue caratteristiche ricettive e naturalistiche, a conferma della grande attenzione che molte coppie di stranieri rivolgono all’isola sia a livello turistico in generale che per la celebrazione delle unioni civilmente riconosciute, attratti dall’idea di poter coronare il loro sogno d’amore in uno dei paesi più belli al mondo.

L’Italia, e la Sardegna in particolare, sono infatti destinazione privilegiata del cd. turismo arcobaleno, che muove annualmente 2,7 miliardi di euro.

Nell’isola sono cresciute velocemente negli ultimi anni le realtà imprenditoriali ed istituzionali gay friendly, nate con l’intento di promuovere la cultura dell’accoglienza indiscriminata legata al turismo LGBT ed a quello matrimoniale nello specifico.

Il percorso del cambiamento sembra dunque ormai ben segnato e destinato ad una crescita esponenziale, all’insegna della parificazione dei diritti e nello spirito di incentivazione della circolazione delle idee e delle persone, in un fenomeno unitario di valorizzazione di luoghi e culture eterogenei.

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