Psicologia matrimonio : Il passaggio dall’innamoramento all’amore e la crescita della coppia

In tanti non sanno che esistono delle differenze tra i concetti di innamoramento e amore, che non hanno lo stesso significato e che il primo solitamente anticipa il secondo. Se all’innamoramento non segue l’amore, allora si parla di cotta, che si basa sulla fantasia, le emozioni e l’immaginazione che provocano una sorta di perturbamento psicofisico.
L’innamoramento è dato dalle pulsioni, dall’istinto e dall’attrazione. E’ un’esperienza temporanea in cui chi ne è coinvolto cerca di fondersi con l’altro e può portare a comportamenti regressivi (basti pensare ai nomignoli con cui ci si chiama!).
E’ anche sognare e idealizzare l’altro che pare soddisfare e sfamare ogni nostra esigenza. Il cervello si ritrova in un turbinio di produzione di endorfine, sostanze che fanno stare bene, che ingigantiscono gli aspetti positivi dell’altro e ne minimizzano i difetti. Vi è un distacco per tutto ciò che non riguarda direttamente la persona amata e si è capaci di compiere follie pur di starle vicino.
Poi, gradualmente o all’improvviso, dalla totale fusione dell’innamoramento, si passa al bisogno di  essere due individui ben definiti. Si presenta una situazione meno coinvolgente, più stabile e tranquilla, in quanto risulta essere pesante vivere a lungo in uno stato d’intenso investimento emotivo. L’altro appare diverso da come lo si era sempre visto; viene avvertito il bisogno di rispettare i propri spazi e tempi, che forse prima sono stati trascurati in favore di quelli del partner.
Secondo uno studio condotto dall’Università di Pavia e pubblicato sulla rivista Psychoneuroendocrinology, la fase dell’innamoramento durerebbe solo un anno. Durante la ricerca è stata individuata come causa scatenante le sensazioni dell’innamoramento, la proteina NGF, Nerve Growth Factor (scoperta negli anni ’40 da Rita Levi Montalcini). Nelle persone appena innamorate ci sarebbero dei livelli più elevati della proteina che ritornerebbero a degli standard normali dopo circa un anno.
Con il passare dell’innamoramento la coppia si trova quindi ad un bivio: iniziare ad amarsi veramente o lasciarsi?
Il primo sentimento che può scaturire è la delusione perché l’altro non è più perfetto come l’avevamo visto fin’ora. Presi dallo spavento, non ci si rende conto come questo sia invece un passaggio di maturazione e crescita verso una nuova dimensione di coppia che, include inevitabilmente conflitti e tensioni, ma anche adattamenti reciproci. Si può conoscere il vero compagno, per quello che è, non per come lo si è “visto”.
Si è disposti ad accettare i difetti dell’altro, perché si è profondamente legati e si vive in modo positivo l’evoluzione del rapporto. Oltre alla passione fisica e all’attrazione, subentrano l’attaccamento, nuove esperienze legate al senso di sicurezza, alla serenità, il senso di appartenenza e sostegno reciproci. La coppia che si ama conquista tolleranza e collaborazione attraverso l’esperienza quotidiana a due.
Per evitare la delusione post-innamoramento occorre lasciare l’idea fiabesca dell’amore perfetto che vede la coppia come estrema fusione tra i due; essere propensi alla flessibilità, al cambiamento, alle novità; essere disposti a dare spazio alle discussioni per preservare nella coppia la propria individualità, rispettando quella dell’altro. La coppia infatti è un sistema costituito da qualcosa in più della somma dei singoli individui che la compongono e non equivale alla loro fusione.

Caterina Steri

Psicologa –Psicoterapeuta

Riceve per appuntamento a Cagliar e  Nuoro

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Blog "Gocce di Psicoterapia"

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