Matrimonio Religioso

 

I futuri sposi che decidono di sposarsi con rito religioso sanno che si tratta di una scelta importante perché, oltre ad essere un matrimonio a tutti gli effetti, poiché per la legge ha lo stesso valore e gli stessi effetti del matrimonio civile, rappresenta per il diritto canonico un sacramento e ha una valenza spirituale molto importante.
Il primo passo consiste nello scegliere la Chiesa e il Parroco che vi sposerà, valutando la disponibilità e fissando la data.

Documenti:

  • civili: certificati di nascita, residenza e cittadinanza,
  • ecclesiastici: certificati di battesimo, cresima e quello di frequenza al corso prematrimoniale.

Successivamente si stabilisce con il prete un giorno per la così detta “promessa di matrimonio”, durante la quale gli sposi vengono interrogati separatamente per verificare che la loro sia una scelta libera e coscienziosa e valutarne l’aderenza alla dottrina cattolica.
Da questo momento verranno appese le pubblicazioni per due domeniche sia nella Chiesa dove si svolgerà il matrimonio, sia eventualmente nelle chiese di “ appartenenza” degli sposi, qualora si trattasse di diverse diocesi.
Contemporaneamente sarà necessario provvedere all’iter civile: in Comune verranno affisse le partecipazioni per 8 giorni, la durata delle quali ricordiamo non deve superare i 180 giorni. Successivamente, allo scadere del tempo delle partecipazioni, sarà necessario tornare dal parroco sia con l’attestato delle eseguite pubblicazioni al Comune sia con quello delle altre parrocchie.

Il rito:
Da ormai un po’ di tempo il rito liturgico del matrimonio ha cambiato aspetto, è diventato più flessibile e soprattutto personalizzabile:

  • La formula ormai consolidata è quella del “Io accolgo te…”, tuttavia non tutti sanno che gli sposi possono scegliere una forma più complessa e personalizzata che si svolge come un dialogo: “Vuoi unire la tua vita alla mia?”
  • La scelta dei brani tra antico e nuovo testamento che possono essere scelti dagli sposi per la celebrazione è stata notevolmente ampliata.
  • E’ possibile celebrare un matrimonio senza eucarestia, una sorta di formula breve e scegliere tra varie formule per adattare la liturgia al proprio percorso spirituale.
  • Terminata la cerimonia religiosa gli sposi e i testimoni firmano i registri civili, dopo la lettura da parte del sacerdote degli articoli 143, 144, 147 in tema di diritti e doveri del Codice Civile.
  • La trascrizione dell’atto in sede civile viene richiesta dal parroco entro 5 giorni dal matrimonio e deve contenere la dichiarazione dello stato patrimoniale della coppia.

Il galateo:
La tradizione del matrimonio religioso ancora oggi più seguita è che lo sposo attenda la sposa direttamente all’altare.
In questo caso, arriva in chiesa con un certo anticipo, entrando insieme alla madre cui offre il braccio destro.
Subito dopo entrano i testimoni (quelli dello sposo si posizionano a destra dell’altare, gli altri a sinistra) e di seguito la madre della sposa, accompagnata da un parente maschio.
Paggetti e damigelle invece attendono la sposa per formare il corteo d’ingresso.
La sposa solitamente arriva in macchina con il padre; il ritardo della sposa è ormai una consuetudine, purché non superi i 10 minuti.
Giunti all’altare il padre affida la figlia al suo sposo, stringendogli la mano e sedendosi al primo banco sulla sinistra.  In alternativa lo sposo attende la sposa nel sagrato insieme ai parenti più stretti, mentre gli invitati avranno già preso posto in chiesa.
Nella tradizione tipica Sarda lo sposo non aspetta la sposa in chiesa, ma insieme ai suoi genitori e agli invitati vanno a casa della sposa, dove lui stesso consegna il bouquet.

 

 

Foto di copertina : Marco Spanu photographer 

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