La fede ritrovata

Quella che stiamo per raccontare, è la storia di una coppia sposata, di origini sarde, che per motivi lavorativi si allontana dall’isola e che decide, di farvi ritorno, per le vacanze estive. Purtroppo, per i giovani innamorati le ferie portano a casa il ricordo di una spiacevole casualità: mentre l’uomo pesca ricci in mare, perde accidentalmente la fede nuziale. È la moglie ad accorgersene per prima e subito la coppia di sposi comincia la ricognizione dell’anello consacrato, disperso. Lunghe ore, durante l’estate di vacanza, passate a rovistare tra la sabbia, coinvolgendo parenti, amici e perfino il bagnino della spiaggia di Capo Pecora, a Fluminimaggiore. Quasi un intero mese, dedicato a scovare l’anello, senza che, tuttavia, si arrivasse ad alcun esito positivo.
Quello che doveva essere un periodo felice nella terra d’origine, si era trasformato per gli sposi, in un’esperienza da dimenticare: il segno di un destino sconosciuto, impresso sui loro cuori.
Passarono anni e anni da quell’avvenimento e i due innamorati, andando avanti con le loro vite, diedero alla luce un figlio.
Era lontana Capo Pecora, eppure, la coppia non aveva mai potuto dimenticare.
Tuttavia, a volte, nella vita accadono fatti inspiegabili che nessuno pensa possano verificarsi davvero.
Un giorno, di venticinque anni dopo, comparve su “L’Unione Sarda” un trafiletto: Carlo Salis, un impiegato di Iglesias, che riportava il ritrovamento  in mare di una fede nuziale, con incisi i nomi degli sposi e lanciava un appello al proprietario che l’aveva persa, affinché si facesse vivo.
La donna incredula, mai illudendosi che un tal miracolo avrebbe potuto realizzarsi, chiamò con la voce che tradiva l’enorme commozione, l’artefice del ritrovamento, dicendo: “io sono Mariangela”. Furono sufficienti quelle tre parole a far capire all’interlocutore che, la fortunata donna era proprio lei, Mariangela Pusceddu e che l’anello rinvenuto in mare, ad un quarto di secolo di distanza, apparteneva al marito, Cesare Rossi.
Un segno della sorte, come se dall’alto qualcuno avesse voluto benedire, di nuovo, quell’unione, con il ritrovamento della fede nuziale.

Diana Mancini


Fonte Antonio Martinelli, “L’Unione Sarda”