La fede nuziale tradizionale sarda

Un gioiello di nozze simbolo dell'amore eterno

La fede nuziale, nell’immaginario romantico di ogni futura sposa, è quell’elemento prezioso e tanto amato che simboleggia l’unione tra due persone.

L’anello di nozze non è solo un oggetto, è il segno tangibile di un sentimento, la materializzazione di un sogno che si sta realizzando, il simbolo di uno status ricercato e la concretizzazione di un’emozione pura: l’amore eterno.

Ed è anche per questo che ogni donna sarda ha probabilmente tra i suoi beni preziosi almeno una fede o un monile tradizionale, ereditato dalle mamme e dalle nonne e custodito con affettuosa cura.

I gioielli hanno sempre rivestito una parte importante nella tradizione di un popolo, legati all’abbigliamento festivo e cerimoniale ed alle caratteristiche storiche e culturali della terra che li ha realizzati: materiali, forme e decorazioni riflettono storie, commistioni culturali, credenze popolari e tecniche tramandate nei secoli.

In Sardegna è ancora molto diffuso ed attuale l’interesse per la produzione di gioielli tradizionali, che si affiancano con eleganza e sopravvivono orgogliosamente accanto al vastissimo mondo della gioielleria moderna: una ricca produzione in filigrana e granulazione in oro e argento, tenuta viva da artigiani locali eredi degli storici “argenters” del 1600, ma anche in corallo, madreperla e pietre locali preziose e semipreziose, riempiono ancora oggi i cassetti dei sogni di tante donne.

Ed in questo mondo di vivi e preziosi ricordi un posto speciale, accanto a bottoni, orecchini, collane, cinture, sottogola, spille e pendenti, è occupato dalla fede tradizionale, regina delle “prendas” e considerata oggetto sacro e prezioso.

Nella tradizione popolare infatti i gioielli sono legati al rapporto tra uomo e divinità e vengono considerati un dono indispensabile anche per la promessa di matrimonio, del cui vincolo il gioiello è simbolo. Solo le donne fidanzate o sposate in passato potevano quindi indossare un anello: le prime ricevevano in dono il “manifede”, caratterizzato da due mani incise strette a suggellare il patto d’amore, mentre solo le seconde potevano sfoggiare preziosi manufatti simbolo di un vero e proprio patto di fede.

Ed un oggetto tanto particolare e importante come la fede non può che essere legata ad affascinanti leggende che affondano le loro radici in un lontanissimo passato: si narra infatti che furono le janas, nelle loro case rupestri immerse nei boschi e nelle campagne dell’isola, a tessere per prime sottili fili d’oro e argento per creare preziosi che poi indossavano nelle occasioni speciali. E sempre alle janas il promesso sposo si rivolgeva per ottenere la benedizione della futura unione, simboleggiata proprio da un anello che veniva donato per materializzare il consenso divino.

Questo anello “fatato” era caratterizzato da una lavorazione delicata a sferette, che richiamavano i chicchi di grano, rimandando ai concetti di ricchezza, prosperità e fertilità: quale migliore augurio per una coppia di innamorati?

E questo oggetto prezioso e carico di significato, una volta donato, doveva essere indossato solo nell’anulare sinistro: è proprio qui infatti che passa la “Vena Amoris”, quella che arriva al cuore, trasportando il sangue, l’ossigeno e… la vita!

Amore, magia, fertilità, miti e leggende si “intrecciano” quindi in un solo oggetto, così come intrecciati sapientemente sono i delicati fili che vengono lavorati con maestria per realizzare monili unici e di inestimabile valore simbolico e affettivo.

 

Continuare a rendere viva questa tradizione, tornata in auge negli ultimi tempi anche tra le sposine più glamour e modaiole, è sicuramente un valore aggiunto e, perché no, un rito benaugurale.

I sentimenti ed i principi legati al matrimonio in fondo sono “cristallizzati” nel tempo e possono rafforzarsi anche grazie ad un gioiello dal sapore familiare di grande bellezza e dal fascino senza tempo.

 

Ph. gallery: Gioielleria Pirisi, Fonni (NU)