Giuseppe Flore: il poeta dei “Frores”

Giuseppe Flore, 39 anni, personalità poliedrica con una grande passione per l'arte, il design e la cultura orientale ed esprime, attraverso i versi dell'arte floreale, emozioni che arrivano dritte al cuore delle spose.


Come nasce Frores ?
Frores in dialetto nuorese significa Fiori. La semplicità del nome aiuta a definire il mio lavoro che si si traduce nel concetto di essenzialità e tradizione.
Con semplicità non intendo che il mio lavoro lo consideri facile, anzi, al contrario, arrivare all’essenza richiede un lavoro molto complesso, fatto di studio, tecnica e sperimentazione. Sono convinto che la professionalità di un flower designer la si riconosca  proprio quando non ha bisogno di troppi fronzoli per esprimersi e che la vera bellezza regni nell’essenza delle cose. 

Qual’è la tua fonte d’ispirazione?
Sono sempre stato un appassionato di bonsai e di Ikebana, l’arte orientale di disporre i fiori.
Da questa antica disciplina ho appreso l’importanza di dare tridimensionalità alla forma e raggiungere sempre un alto livello di equilibrio e armonia sia cromatico che compositivo.
Sono ancora tanti gli elementi che entrano in gioco come la natura, il design, l’arte, la tradizione e in particolare i colori.
E’ proprio attraverso questi che creo il primo contatto con l’osservatore, è il mio modo per attrarlo e trasmettergli un’emozione.
Cerco di non affezionarmi mai a un colore, li uso tutti indistintamente tenendo sempre presente l’universale principio di equilibrio e armonia, sia quando lavoro con i contrasti che con le tonalità.
Anche il fiore diventa materia di investigazione, passo molta parte del mio tempo a studiare nuove specie facendomene portare ogni volta di nuove direttamente dall’Olanda.
Alla base del mio lavoro c’è molta sperimentazione, uscire dagli schemi mi permette di crescere e di andare oltre. Non mi piace ripetermi. Non seguo mai le mode, se mai le interpreto seguendo il mio stile.

Come definiresti il tuo stile?
Il mio stile non ha né una forma, né un colore. Ne ha tantissimi. Lo riconosci dall’equilibrio armonico e compositivo di cui parlavamo prima, abbinato a un tocco di poetica contemporaneità che lo rende distinguibile dagli altri. 

 

Ultimamente sei impegnato a progettare i matrimoni per la prossima stagione.Come nascono i tuo allestimenti floreali?

Sì ormai ci siamo… Sto ricevendo tante richieste ultimamente da tutta la Sardegna e questo mi sta dando una grande carica. Gli allestimenti per il matrimonio li trovo molto stimolanti perché ognuno di loro racconta una storia diversa.
Vedere la commozione negli occhi di una sposa dopo che ha visto il suo bouquet e i suoi allestimenti è una cosa che coinvolge tanto anche me. D’altronde è proprio questo il fine di questo mestiere, creare emozioni. Per farlo, bisogna entrare in empatia con la sposa, capirne i gusti e le aspettative e guidarla nella scelta del suo fiore. Bisogna tenere a mente anche tutta una serie di fattori quali: location, chiesa, abito da sposa  e tanti altri dettagli da tenere in considerazione per completare la visione d’insieme.
Ci vuole tanta passione e tanta dedizione per raggiungere certi risultati e la sfida è ogni giorno quella di esprimersi in maniera nuova e coinvolgente.